“Quando si parla di alluvione del ‘96 con chi l’ha vissuta, il viso cambia, lo sguardo si sposta nella memoria e il ricordo diviene presente. In molte delle interviste che leggerete in “Un giorno tutto cambiò”, troverete un “prima” e un “dopo” quel fango, perché chi l’ha avuto sulla pelle lo sente ancora adesso nelle narici; quei giorni sono indelebili in chi li visse e ciascuno li racconta con dovizia di particolari e con una forte emozione. Il ricordo di quando tutto cambiò.

Nella pubblicazione troverete il ricordo sentito di rappresentanti della Protezione Civile; la Memoria di quello che fu la giornata del 19 giugno, del Comitato e del Modello Versilia; gli interventi delle lungimiranti Istituzioni di allora, nella emergenza e nella ricostruzione, e venticinque interviste, per lo più raccolte tra volontari e fondatori del Comitato, che vi trascineranno a quei giorni attraverso il loro sguardo nel passato, per rivivere luoghi, immagini, odori e sensazioni di quel periodo a Pietrasanta.

Le interviste e le immagini seguono i luoghi dell’esondazione del fiume con i suoi tempi, ripercorrendo i territori di Pietrasanta nello scorrere dell’acqua, del fango e dei detriti su campi, case, strade e attività commerciali. I racconti si intrecciano sui territori aprendosi come un ventaglio, in un immaginario passaggio di testimone da un’intervista all’altra. Le parole degli intervistati si fanno affini ma uniche, toccandosi spesso nelle immagini ricordate, ampliandosi l’una con l’altra nel proseguo casuale del ricordo personale come le tessere di un puzzle che si inseriscono nella drammaticità di ciò che fu, nella ricerca di un qualcosa di bello da riportare nel racconto a cui aggrapparsi, quasi a sentirsi colpevoli nel rievocare ciò che fu vissuto.”

(letta da Rachele il 18 luglio)

“I primi luoghi che troverete citati nei racconti sono Pontestazzemese e Cardoso legati da quel fiume a La Rotta di Pietrasanta; e poi San Bartolomeo, la Torraccia, il Fossetto e viale Marconi con via dell’Accademia; ma troverete anche lo scorrere dei ricordi a spingersi con forza sull’Aurelia fino ad arrivare all’altra Pontestrada su via Vicinato, dopo aver rotto sotto ai binari alla Torraccia, e ancora più giù, fino a lambire il Crociale travolgendo la Pisanica e via Bernini, e più lontano ancora, verso mare, su via Bugneta, l’Africa, i Macelli, il viale Apua e l’Osterietta.

E il fiume delle interviste si ferma proprio lì, a livellare su via Osterietta, vicino a quella via Umbria dove il primo dei protagonisti dei racconti ricordati si trovava, quando tutto ebbe inizio quel giorno.

Nelle interviste, nei contributi della Protezione Civile di oggi e in quelli delle Istituzioni di allora, toccherete quello che fu la ricostruzione del territorio attraverso i rapporti umani, i nomi, i luoghi, e osserverete quel pomeriggio tra drammaticità, memoria e ricordo, vivendo l’enormità di quello che accadde attraverso alcuni aneddoti che gli intervistati e i rappresentanti delle Istituzioni hanno voluto raccontarci.

Sentirete la forza di volontà che animò le persone, il loro mettere al centro del ricordo i visi, i nomi e i luoghi di quella Pietrasanta che subì l’alluvione, la collaborazione che nacque dall’unione di quei tanti cittadini che vivevano le stesse difficoltà e il colloquio costruttivo tra Istituzioni, enti e comitati. In tutti questi ricordi scorgerete, detta o sottaciuta, una parola fatta di tanti gesti e pensata con emozione: la solidarietà.

E’ un ricordo fluido di quel periodo che va molto oltre quello che fu la cronaca, a riportare frammenti di vita, permettendoci così di scrivere non solo di emozioni e drammaticità, ma anche di resilienza, di un movimento che partendo dal basso trascinò l’alto, ma anche di ricostruzione e della ricerca di un ritorno alla normalità che fu priorità di chi visse l’alluvione quel 19 giugno 1996.”

(letta da Giada il 18 luglio)

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